No solo corsa… e se a Torino

Lo sappiamo non è molto attinente alla corsa, ma dovrebbe essere sport, dovrebbe essere divertimento, non lo è stato; se in mezzo al marasma ci fosse stato qualcuno di noi? siamo una famiglia, lo diciamo sempre e per i propri cari ci si preoccupa, allora in quelle ore Antonio si è immaginato una storia semi di fantasia e allora vorrebbe raccontarla

“fantasia
settimana di orrori a Londra, con terroristi intenti ad ammazzare ed ad annullarsi in nome di non si sa cosa. effetto domino anche a torino, dove 40 mila tifosi bianconeri, si lasciano terrorizzare da due rumori che sembrano spari, che provocano centinaia di feriti nella calca del fuggi fuggi
che ne consegue. mentre guardo le dirette in tv la fantasia mi scappa. penso che ci sia un sanmarchino la’ in mezzo, che preso dal panico tenta di sfogare via, senza riuscirci, visto che le vie di accesso e, ovviamente di uscita, sono bloccate da pesanti transenne di cemento.
il nostro sanmarchino, se ci fosse davvero, è vicino agli scoppi improvvisi, che paiono bombe, che spostano addirittura le transenne di cemento. si allarma, qualcuno grida, molti urlano, si comincia a spingere, a saltare gli uni sugli altri nel tentativo di scappare dai terroristi, sicuramente presenti, si pensa. il sanmarchino è a terra, una gamba bloccata dalla gran calca.
non riesce a rialzarsi. vede un suo parente, un ragazzo, a terra anche lui, che rischia di essere schiacciato. il nostro con sforzo sovrumano, in fin dei conti è un atleta, si sfila e soccorre il ragazzo.
la fantasia salta di qualche ora. sanmarchino e parente al pronto soccorso, rispettivamente
gamba e braccio fuoriuso. volo ulteriore della mente, che nessuna transenna trattiene:
e se il nostro lo collochiamo come protagonista anche indietro nel tempo, cioè all’eysell, anni ottanta,
in belgio?
e’ troppo?
ma no, non è azzardato. e d’altronde il romanzo lo richiede. quindi deciso, presente anche in mezzo a quell’altra follia. ora però lo vedo già quasi rilassato, anche se ancora intontito, a casa sua; come ricordo lo zaino insanguinato dalle ferite di qualche sconosciuto.
ogni riferimento a fatti e a persone è decisamente reale.”

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