Sette anni dopo, stesso tempo.

Mancavo dal Campaccio da troppo tempo. L’ultima mia apparizione nel Gennaio del 2011: avevo ancora i capelli scuri. Doppiato a 150 mt dalla linea del traguardo dal vincitore, ricordo ancora con una certa vergogna il mio passaggio al lato destro del traguardo per non disturbarlo. Non sono mai stato un grande fan del cross: penso di non avere “il motore” giusto per affrontare queste competizioni, mA poi è arrivato il nostro Colonnello della pista, che mi ha di nuovo convinto a fare qualche cross: così a Dicembre un esordio positivo a Casorate ed ora qui. Comunque, penso che il Campaccio, così come la 5 Mulini, vadano affrontati almeno una volta nella vita podistica. Sono competizioni internazionali e puoi sempre dire a te stesso che quello stesso giro che  tu hai faticato a percorrere lo hanno fatto anche i grandi dell’atletica: Panetta, Baldini, i keniani, Farah.
3 giri tosti, divisi per categoria, con salite, discese e cambi di direzione che tagliano le gambe in cui devi dare il massimo; in più terreno reso pesante dalla pioggia (non troppo, comunque) del giorno precedente.
Con Beppe – all’esordio al Campaccio – siamo d’accordo: dobbiamo fare di tutto per non farci doppiare. Arrivo in tempo per vedere la prima gara, quella dei master giovanotti, dove c’è il mio socio di cross Stefano. Ci dà dentro di brutto e fa fatica ma allo stesso tempo fa un’ottima gara. Così come gli altri compagni di squadra Diego, Salvatore e Pietro. Certo il livello è molto alto…
Arriva Marta che ci illustra la tattica di gara: “spingere gli ultimi 2 km”. “Ci proviamo” rispondo a Marta. Come no…Si entra nel percorso con Gabriele e gli altri sanmarchini.
Ci posizioniamo in fondo e via, si parte. Andatura già allegra per non farsi sfilare subito in partenza: qui si fa fatica a superare ed è difficile che qualcuno davanti crolli. Infatti in 6 km terrò la mia posizione di partenza, salvo perderne una a beneficio di un’atleta dell’Onda Verde Team, con cui avevo fatto l’elastico per i primi 2 giri. Il primo giro lo assorbo abbastanza bene a 5’ al km di andatura, ma già dalla seconda parte del percorso, comincio a sentire nei muscoli i saliscendi della seconda parte.
Meno male che ho tanto tifo sul percorso: mio fratello Max in cima alla prima salitella, Michele Romanini, lui sempre presente al Campaccio, che mi supporta, Pietro e Stefano che, finita la loro fatica, mi fanno sentire la loro voce.
Beppe è poco dietro, ma grazie a Dio non siamo ultimi! Poco prima della fine del secondo giro, sento lo speaker annunciare l’approssimarsi della testa della gara: aumento di poco l’andatura in curva prima del rettilineo per evitare il doppiaggio: sia io che Beppe ci riusciamo. Primo obbiettivo minimo raggiunto!
Il terzo giro è davvero faticoso. La mia inesperienza e lo scarso allenamento sui prati si fa sentire. Altro che accelerare! Arranco e perdo contatto dal duo che mi ha preceduto per tutta la gara. Tengo duro e accelero sul rettilineo finale: 30’40” è il responso cronometrico.
Aspetto Beppe che arriva dopo una ventina di secondi. Un cinque, un bel sorriso e via a commentare la gara con Stefano che ci raggiunge al ristoro.
Ci siamo divertiti e abbiamo raggiunto i nostri due obbiettivi minimi:  non ci hanno doppiati e abbiamo lasciato un paio di runners alle nostre spalle…
Poi tocca a noi fare il tifo per la nostra coach Marta nella gara seguente, ma anche per Curzio che fa una gran gara e per Barbara e Alle che si comportano davvero bene.
Infine, a casa a vedere la differita dei fenomeni (mi avrebbero doppiato in 1 giro e mezzo).
Non servono elogi per una manifestazione internazionale che vanta 61 edizioni; l’organizzazione della Sangiorgese è perfetta. Il terreno ha tenuto bene nonostante la pioggia e ho molto gradito i guanti del pacco gara.
Tornerò, sicuramente. Anche perché il giorno dopo ho scoperto che 7 anni fa avevo percorso la stessa distanza nello stesso identico tempo: uno sprone  a fare meglio la prossima volta.
Grazie a tutti: a Marta per avermi convinto a buttarmi di nuovo nel cross, a Stefano che ormai mi trascina in tutte le campestri della zona (sabato a Castelletto presenti), a Beppe che comincia a gradire pure lui, agli amici sanmarchini, a Max e Michele per il tifo, ad Antonio per le foto.
W il Campaccio, ne è valsa davvero la pena.

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