I SanMarchini raccontano

SOTTO IL SOLE DELLA TOSCANA

e alla fine ti ritrovi a tu per tu con la voglia di andare avanti anche quando il cammino diventa vera fatica

di Alessia Macrì

Un altro anno è passato ed il mio zaino da dentro l’armadio scalpita più di me, perché sa che è arrivato il momento di portarlo in giro a sgranchirsi un po’ le cinghie …
Sa anche che dovrà patire il caldo più torrido … quest’anno niente fresco delle montagne ma bensì l’arsura delle colline toscane.

E’ la volta della tappa Massa — Siena 212 km in una settimana; con la mie compagne di avventura. Partiamo un po’ male perché questa via Francigena non smette mai di stupirci … si prende gioco di noi e fa si che dopo molte ore di cammino ci perdiamo nelle campagne toscane, dove come unica consolazione c’è la vista del mare in lontananza; per essere il primo giorno 36 km sono davvero troppi considerando il gran caldo, e infatti arrivate all’ostello ci aspetta una bella sorpresina: VESCICHE!!! L’incubo di ogni pellegrino, ma basta una bella doccia, una mangiata e una bella dormita (si fa per dire), che l’incubo si tramuta in sogno.
Ogni giorno di cammino diventa avventura, i dolori del corpo diventano dei nuovi compagni che ti accompagneranno fino alla fine, la mente si alleggerisce per far spazio a nuove cose e nuove idea e alla fine ti ritrovi a tu per tu con la voglia di andare avanti anche quando il cammino diventa vera fatica.
Gli imprevisti sono all’ordine del giorno:
Imprevisto n° 1: tappe lunghissime dove non si incontra anima viva ma solo distese infinite di campi  di grano … però che bello, sembra quasi di camminare in un quadro di Van Gogh.
Imprevisto n° 2: dover allungare la tappa perché l’ostello dove hai prenotato è chiuso e non sei stato avvisato … però che bello, hai la possibilità di conoscere un altro paese.
Imprevisto n° 3: allungare la tappa di altri 10 km sotto il sole di mezzogiorno per accorciare quella successiva … però che bello, dal nulla nel sentiero, come per magia, riappare il pellegrino amico, pronto ad aiutarti e a finire quella tappa insieme.

Imprevisto n° 4: camminare alle 6 del mattino nel bosco e in lontananza scorgere un cinghiale … no, qui non è tanto bello!!!
Imprevisti o meno, con le mie compagne di viaggio finalmente arriviamo a Siena e lì i dolori e la fatica quasi non li sento più; ma sento invece il caldo abbraccio di Piazza del Campo e delle sue colorate contrade.

Ultreya!!!