I SanMarchini raccontano

ALPE DI SIUSI HALF MARATHON (domenica 1 luglio 2018)

di Luigi Mignoli e Raffaella Nebuloni.

Sabato 30 alle 17:00 andiamo a ritirare i pettorali e pacco gara presso la cabinovia che porta all’Alpe. Io ho il 520 mentre mio marito, il Migno, ha il 519. La mattina presto saliamo col nostro camper direttamente sull’alpe. La partenza della gara è alle 10:00 per i top runner mentre per noi “scarsoni” è alle 10:05.
Organizzazione impeccabile e alle 10:00 parte la corsa dei top.
Noi ci inseriamo nel corridoio di partenza e 5 minuti dopo inizia la nostra corsa.
Si parte da quota 1850.

Primi 2,5 km in leggerissima salita, quasi non si avverte, ma subito dopo si lascia L’asfalto a favore dei sentieri. La salita si fa sentire, anche troppo. Polpacci e quadricipiti cominciano a scaldarsi, anzi…surriscaldarsi. Si cammina, la pendenza è troppa per riuscire a correre. Altri 2,5 km di sentiero che sale, sale, e il ritmo si alza. Io e il Migno teniamo lo stesso passo, che in pratica è quello più o meno di tutti gli altri. Finalmente al 6 km è arrivato a 2150 mt comincia la discesa, ma sul sentiero, tra pietrisco, sterrato, manto polveroso, diventa difficile lasciarsi andare. Dopo 4 km di discesa e qualche leggerissima salita si torna a masticare un po’ di asfalto. Siamo al 10, praticamente il giro di boa. Non è facile non farsi distrarre dalla bellezza del posto. Il massiccio dello Sciliar, il sasso piatto, il sasso lungo, le mucche al pascolo, un tappeto di fiori ovunque, ponticelli, passerelle in legno, è tutto mozzafiato. Ma riparte la salita che cuoce letteralmente i polpacci. 4 km veramente pesanti, ma sono gli ultimi di vera salita che porta a 2350. Dal 14 si comincia a correre più o meno in piano e gli ultimi 3 sono in discesa. Ho perso il Migno! Sull’ultima salita sentivo che smadonnava… e via, si prosegue, il ritmo si stabilizza e ormai l’arrivo è vicino. Manca 1 km, si sente lo speaker al traguardo. Ultima tirata ed eccolo il gonfiabile! Dopo qualche minuto arriva anche mio marito che è davvero provato. Abbiamo fatto questa mezza anche lo scorso anno ma non la ricordavamo così pesante. Forse il correre in quota, forse se i 600 mt D+ fossero spalmati più uniformemente sarebbe meno dura.
Comunque una mezza che per panorami non ha eguali.


Alla prossima!