“Corri con Samia” … raccontata da Gianni

Vista la giornata non propriamente … estiva, che ne dite di tornare al caldo di domenica scorsa con il racconto di Gianni?

 

CORRI CON SAMIA – 5^ GARA GRAND PRIX SAN MARCO: NONOSTANTE IL CALDO …

Quinta gara del Grand Prix San Marco che ha luogo in quel di Ternate, lungo la bella ciclabile intorno al Lago di Comabbio. Percorso a me un po’ ostico non tanto per i continui saliscendi che lo rendono tutt’altro che noioso, ma soprattutto per il temuto caldo.
Al risveglio domenica mattina, il sole si nasconde dietro la nuvole e sono quindi di buonumore mentre vado a casa di Maddy dove ci si trova per compattare le auto.
All’arrivo a Ternate, grosse difficoltà per trovare il parcheggio ci costringono a perdere molto tempo, e arriviamo giusto in tempo per ritirare i pettorali, per fare la solita foto di rito di gruppo e per incamminarci dietro il gonfiabile per la partenza. Il clima per ora è accettabile, la tensione non c’è; rido e scherzo in partenza con Beppe, Maddy, Marco e Paolo, in attesa del via.
Non ho grosse pretese, vorrei semplicemente cercare di fare una discreta gara senza crollare miseramente come l’ultima volta su questo percorso. Parto cercando di seguire Beppe, che si assesta ad una velocità di crociera di 5’/km circa; lo tengo per un paio di km, poi – complice un imbottigliamento – mi distraggo un attimo e mi prende una trentina di metri e non lo vedrò più fino al traguardo. Comincio a capire che non è il caso di esagerare e di continuare con il mio passo, tenendomi dietro a Marco per un altro km. Dopo un tratto un po’ nervoso, fatico a riprendere il ritmo e anche Marco se ne va; comincio allora a fare l’elastico con Barbara per un altro paio di km in attesa del ristoro di metà gara. La temperatura aumenta e il sole comincia a scaldare; dopo il ristoro infatti comincia un’altra gara. Il caldo aumenta e cerco sempre più tratti d’ombra lungo la ciclabile per cercare un po’ di refrigerio. Il ritmo rallenta e anche Barbara, mi lascia indietro di qualche decina di metri. Cerco di non rimanere da solo e trovo due podisti ai quali rimango attaccato per i successivi km, ma intanto il caldo e l’umidità si sentono con l’aumentare della fatica, costringendomi a rallentare il ritmo. Ho anche sete, ma stringo i denti, non manca molto all’arrivo. Comincio a sentire in lontananza il megafono dello speaker: il traguardo si avvicina e l’ingresso nella splendida passerella di legno sull’acqua ne è testimone. Nel frattempo, un triatleta della squadra di Varese aumenta il ritmo e rimaniamo quindi in due. Uno sguardo al lago e al panorama, prima di vedere il cartello dell’ultimo km. Aumento leggermente il ritmo, in scia al mio compagno di sventura. “Mi ricordavo di una salita… ma dov’è? Ah, eccola!” E’ l’ultimo sforzo, dopo sarà discesa e arrivo. Quasi al culmine della salita intanto vedo una maglia SanMarchina. E’ Marco, che sta camminando per scollinare. Arrivato in cima, guarda giù e mi vede arrivare. Lo vedo mandarmi a quel paese con un eloquente gesto del braccio; io non ho la forza di rispondergli (la salita è tutta al sole) ma rido di gusto. Tanto non ce l’avrei fatta comunque a riprenderlo. Per non rischiare, Marco si rimette a correre (siamo in lotta per la “salvezza” nella stessa categoria) e io finalmente scavallo e mi involo in discesa, sempre dietro al runner con la maglia rossa. Arriviamo sul rettilineo d’arrivo noi due soli e il ragazzo lancia la volata. Aspetto un secondo a rispondere, poi allungo anch’io e lo affianco, sorridendo; lui risponde un’altra volta e lo lascio andare. In fin dei conti ha tirato per gli ultimi 3 km ed io dietro …
Al traguardo Beppe mi aspetta per un cinque volante, stretta di mano e complimenti reciproci con Marco, con cui scherzo sull’episodio dell’ultima salita. San Marco sugli scudi grazie a Marta che vince la sua gara (grande Colonnello!), a Cristina che arriva seconda (sempre una garanzia!) e alla San Marco intera.
Soddisfatto di come ho gestito il caldo nella seconda parte di gara. Forse avrei dovuto partire un po’ meno forte e cercare un crescendo sul finale, chissà. Gara e percorso belli e allenanti, solita domenica mattina ben spesa a faticare in allegria e in compagnia.
Buone corse a tutti,
Gianni Colombo