I SanMarchini raccontano

Dopo i numeri della Domenica dei SanMarchini e le classifiche aggiornate, ora è tempo di mettersi comodi e leggere le emozioni vissute durante la Mezza maratona del Lago Maggiore (terza gara del Grand Prix 2018), raccontate dai nostri SanMarchini Valerio, Francesco, e Lorena all’esordio sulla distanza e new entry del gruppo, e dal veterano di mille battaglie … SuperGianni!!

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MEZZA MARATONA DEL LAGO MAGGIORE

I miei primi 21.097,50 metri!!

di Valerio Mezzasalma

15 aprile 2018 Lago maggiore Half Marathon. Esattamente un anno fa decidevo di alzare il sedere dal divano e cominciare a correre e cominciare a perdere peso (14 kg in tutto) e cominciare a volermi un po’ più bene. Quale miglior modo per celebrare questo anniversario se non con un bel ‘battesimo’ della mezza maratona. Sí, a 37 anni e dopo 36 anni di inattività sportiva decido di lanciarmi in questa impresa e lo faccio insieme a dei compagni di viaggio eccezionali, la San Marco, eccezionali nell’organizzazione e nella compagnia e nell’incitamento. Dopo una nottata tesissima, durante il viaggio in pullman sono riuscito a smorzare la tensione scambiando 4 piacevoli chiacchiere con qualche SanMarchino.
Una volta alla partenza, col nodo in gola, ma il calore della San Marco, siamo partiti con tanta grinta e sorrisi smaglianti; la partenza è stata tutta picchi di adrenalina e vedere intorno a me le maglie della San Marco mi ha fatto sentire un gran bene. Ho toppato tutto partendo a razzo sopra le mie possibilità e piantandomi al 14° km trascinando le gambe di un’assurda pesantezza fino alla fine; ma nonostante questo sono riuscito a godermi col sorriso stampato in faccia tutto il tifo lungo il tracciato: il doppio 5 battuto a 2 bambini che mi ha dato tanta forza, come i signori alle finestre, ai balconi, seduti per strada con la loro sedia, la simpatia dirompente e la grinta contagiosa dei pacer; ecco tutto questo è qualcosa di speciale che porterò nel cuore. Come prima mezza ne ho scelta una tosta ma di una bellezza mozzafiato; mi ci sono riempito gli occhi di quegli scorci sul lago. È stata una bella sfida contro me stesso e i miei limiti, che non ho vinto, ma di sicuro ho imparato tanto e so che dovrò lavorare molto prima della prossima mezza. Il mio obiettivo era divertirmi e concludere entro le 2 ore, ed entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti; certo in cuor mio speravo in un tempo migliore ma va bene così, sarà più facile migliorarlo. Nonostante l’ultima salita che mi sognerò per molte notti, nonostante l’arrivo senza forze nelle gambe e con la testa che girava è stata un’esperienza incredibilmente bella, dall’inizio fino alla fine, laddove sono riuscito a riconoscere Sara e Milena che mi salutavano, dove Antonio e Paolo si sono presi cura di me sdraiato a terra senza energia e dove dopo essermi ripreso ho trovato una raggiante Alle ed un suo caloroso abbraccio. I ristori all’arrivo sono stati indispensabili per la mia ripresa delle forze, così come una calda doccia che mi ha lavato via il sale del sudore e anche qualche crampo fastidioso che cominciava a darmi noia.
A conclusione della bella giornata ho avuto l’occasione di conoscere un altro SanMarchino neofita come me, Francesco, col quale mi sono confrontato sulle belle sensazioni provate durante la nostra prima mezza, con l’augurio di correrne insieme altre e perché no, magari anche una regina un giorno.
Grazie a tutti per l’attenzione e buone corse, ci si vede alla prossima occasione per condividere le emozioni del running.

 

Ansia, agitazione, gioia sono sensazioni che hai già dal sabato sera

di Francesco Montedoro

Qualcuno mi disse:Correre senza porti degli obbiettivi è un po’ come fare gli allenamenti di calcio e non giocare mai una partita! Questa frase mi ha fatto pensare molto e a gennaio non ho perso tempo mi sono iscritto alla San Marco e subito iscrizione alla mezza maratona del lago Maggiore. 21 km??? Ma c’è la farò mai??? Non lo so ma ora ho il mio obbiettivo, e oggi ho corso la mia prima mezza maratona!! Ansia, agitazione, gioia sono sensazioni che hai già dal sabato sera. Ritrovo ore 8:15, inizio a chiacchierare con qualcuno sciolgo un po’ la tensione, sono nuovo e un pivello della corsa e parlare con gente più esperta è molto rassicurante. Si parte, ci tengo a ripetere che non conosco nessuno, eppure tutti sono pronti a mettermi a mio agio, un gran bel gruppo davvero e sull’autobus si respira davvero aria di sport e divertimento. Arriviamo a Verbania: l’aria è fredda, meglio perché temevo il caldo, grande mio nemico. Appena arrivati capisco immediatamente che l’aria cambia, i ragazzi iniziano a cambiarsi e pian pianino anche i loro volti cambiano spariscono i sorrisi e inizia la concentrazione, questa è una cosa che ho notato immediatamente. Ci avviciniamo alla partenza, cerco il mio settore è l’ultimo, meglio penso, così non avrò nessuno che mi spinge da dietro. Pronti si parte tra battiti di mani e lo speaker che ci incita. Che dire: pelle d’oca altissima!!! È la mia prima esperienza e l’emozione è tantissima ma in molti mi hanno avvisato, non farti fregare dall’emozione e dalla foga, la gara è lunga e se finisci la benzina rischi di non finire. Cerco così il pacer delle 2 ore e mi metto attaccato, tra parentesi il pacer fa un lavoro pazzesco lui oltre a correre e a fare fatica, si preoccupa di te, ti sostiene ti controlla ti incita, io li chiamerei angeli della corsa. Torniamo a noi: i primissimi km sono andati, al sesto km stacco il mio pacer, le gambe stanno benone il fiato l’ho spezzato e mi sono detto prova. In lontananza vedo Alessandra Gatti un pilastro della San Marco la raggiungo mi affianco a lei e corro un po’ con lei fino a circa l’ undicesimo km, mi ha fatto bene, lei non lo sa ma mi ha dato sicurezza correre quella parte di gara con una persona così importante come lei, ma le gambe vanno, vanno da sole e piano piano allungo. Nel frattempo cerco di distogliere per un attimo la concentrazione, e porca miseria il lago!!! Corri in un posto splendido e non ti guardi il panorama??? Fantastico le nuvole che si specchiano nel lago le cime delle montagne innevate.. favoloso…. E le persone lungo la strada ne vogliamo parlare??? Battiti di mani gente che ti sostiene un vecchietto che mi urla:”non mollare sei un grande!” Fantastico l’effetto pubblico del tutto naturale, perché ricordiamo non è gente pagata per battere le mani ma persone probabilmente del posto o turisti che invece di essere incazzati perché hanno chiuso le strade sono lì che ti aspettano e ti sostengono. Che dire meraviglioso è ogni volta che sentivo i battere le mani la pelle d’oca torna sempre. Devo ritornare concentrato inizia la seconda parte della gara fino ad ora è andata bene, ma non ho certezza per gli altri 10 km, mi fermo 5 secondi al ristoro bevo, due fette di arance nelle mani e via. Al quattordicesimo km capisco che forse ho gestito benone la gara perché inizio a superare una valanga di gente guardo il Garmin e infatti mi dice 10 secondi in meno al km, ma attenzione mi hanno avvisato delle salite verso la fine e le sto aspettando e infatti eccola al sedicesimo la prima salita, la faccio le gambe vanno anzi aumento il ritmo, altra salita al ventesimo km, salita tosta lunga e pesante almeno per me…. Ho stretto davvero i denti ho tirato più che potevo, ma l’ho fatto perché sapevo che dopo una salita c’è sempre una discesa, e infatti c’era ed era l’ultimo km. corro e do tutto quello che ho, tanto è finita mi sono detto, vedo il traguardo vedo il tempo contentissimo!!! Come obbiettivo volevo divertirmi e chiuderla nelle 2 ore e invece mi sono divertito e l’ho chiusa in 1 ora è 54 minuti. È finita non ne ho più cerco la transenna per appoggiarmi, intanto altri della San Marco si fanno avanti mi danno la mano mi battono il cinque,non li conosco ma chi se ne frega ho corso e sono stato un grande, e una cosa l’ho capita: è vero che le gambe, il cuore e la testa sono tue, ma nella corsa non sei mai da solo, c’è sempre qualcuno pronto a darti un supporto morale!! Che dire: è stata la mia prima mezza maratona e di una cosa sono certo non sarà l’ultima!

 

Libera di brillare quanto brillavano i suoi occhi

di Lorena Cattaneo

….si lo so… in molti scrivono della loro prima mezza ed io non sarò da meno! Considerando il mio scarso talento nei temi ai tempi del liceo, cercherò di non annoiarvi troppo. Il mio tempo non è stato propriamente “kenyota” e la mia preparazione non sempre costante, ma ho raggiunto ed anche superato il mio obiettivo!
Sul finire del “cupo” 2017, ho deciso che avrei corso in memoria del mio tostissimo cuginetto. Lui, piemontese e sportivo D.O.C., avrebbe apprezzato una piccola impresa sulla sponda piemontese del Lago Maggiore con spettacolari scorci di montagna. Lui, con la sua infinita determinazione, la sua contagiosa energia, i suoi occhi sempre vispi e un pizzico di pazzia, ha compiuto imprese sportive speciali amando la montagna più di ogni altra cosa al mondo e.. i grandi Amori, lo sappiamo ci rapiscono!
Chi meglio degli amici dell’atletica San Marco poteva aiutarmi In questo percorso? Così mi sono iscritta; ho cercato (a fatica) di tenere il passo, di ascoltare i loro consigli, di guardare le montagne tutte le volte che iniziava una salita, di stare accanto ad un’amica che non mi abbandona mai e mi sono sentita un po’ come lui: ….libera, libera di brillare quanto brillavano i suoi occhi!!!
Buoni km a Tutti!

 

Mezza Maratona del Lago Maggiore: speravo meglio, pensavo peggio…

di Gianni Colombo

Sono all’esordio alla Mezza Maratona del Lago: anni fa avevo percorso gran parte del tracciato in senso inverso, in occasione della prima edizione della Maratona del Lago Maggiore, partita da Arona con arrivo a Verbania. Inizialmente prevista al 4/3 ma posticipata a causa delle elezioni politiche, la LMHM ha trovato collocazione in questa domenica 15 Aprile, una data già un po’ “avanzata” della primavera delle mezze; con il timore che una giornata calda possa farmi tirare il freno già a partire dal riscaldamento pre-gara. E’ la terza gara sociale del Gran Prix San Marco e quindi non si può mancare.
Al risveglio, la giornata si presenta un po’ uggiosa; l’appuntamento è alle 8 al solito parcheggio del supermercato. In 8 partiamo alla volta di Stresa; Maddy, Cristina, Miriam, Gabriele, Faust, Filippo, Stefano e il sottoscritto. Parcheggiamo abbastanza facilmente e poi ci incamminiamo verso l’imbarcadero sul lungolago di Stresa, dove incontro la mia amica Cristina, reduce dalla Maratona di Parigi e pronta anche lei a divertirsi lungo questi 21097 mt. Baci, abbracci e tanti in bocca al lupo per la gara. Davvero divertente il passaggio in battello tra Stresa e Verbania, tra risate, foto e preparativi. All’arrivo a Verbania, lasciamo le borse ai rispettivi camion, ci uniamo a tutto il gruppo SanMarco arrivato in autobus e prendiamo posto nella nostra griglia: Faust e Caccia davanti, io Maddy e Filippo nella griglia successiva, Miriam, Cristina e Gabriele leggermente più dietro.
Mi sento abbasatanza bene, quindi al momento dello sparo ripasso mentalmente il piano di gara: partire sul passo dei 5’10 e vediamo come va e fino a quando lo teniamo. Direi un piano di una semplicità disarmante. Alle 11.00 in punto si parte; non fa caldo e mi metto di buona lena in velocità di crociera. Al terzo km vengo raggiunto da Salvatore, che utilizza questa mezza come allenamento per il Passatore; restiamo insieme un paio di km – di cui uno sarà il mio più veloce di tutta la gara – poi con il suo passo e in progressione se ne va. Intanto mi hanno già superato i pacers dell’1:45, molto festanti e rumorosi.
Incontro anche qualche amico con cui corro in pausa pranzo, intorno al decimo km: comincio leggermente a rallentare ma per adesso ho ancora una corsa fluida. Un saluto e un incoraggiamento all’amico Marco mentre saliamo al ristoro del quindicesimo km; in difficoltà a causa di un infortunio è costretto ad un breve tratto al passo. Dopo il quindicesimo però, anche le mie forze vengono meno e, piuttosto repentinamente, rallento. L’andatura ora e più pesante e affannata, il gps certifica i 5’30 al km, e il gel non fa i miracoli. Scatta quindi il piano B, che consiste semplicemente nel concludere la gara con dignità. Al diciannovesimo km sento un grido da dietro: Filippo mi chiama per nome, mi raggiunge con Maddy. Provo ad accodarmi ma non ci riesco proprio: le gambe non reagiscono, nonostante i loro incitamenti. Cerco di non perderli d’occhio, proprio ora che inizia lo strappo del ventesimo km: accorcio il passo, vado su piano piano, ma almeno non smetto mai di correre. Discesa e ultimi metri: la fatica accumulata è parecchia, le gambe sono molto rigide e mi sento parecchio stanco, ma finalmente arrivo al traguardo e posso mettermi al collo la medaglia. Ci metto un po’ a riprendermi, ho fatto davvero tanta fatica. Ma adesso inizia il dopo corsa o il terzo tempo, in cui ci si rilassa, si ride, ci si diverte e si recupera. Così recuperiamo Lorena e Daniela e in compagnia di Salvatore e Giuseppe, recuperiamo le forze in un pub di Stresa, tutti insieme, festeggiando soprattutto Lorena che ha fatto una gran gara, concludendo abbondantemente sotto le 2h la sua mezza maratona.
Gara molto ben organizzata e molto particolare logisticamente: il passaggio in battello è davvero un plus di questa mezza maratona del Lago Maggiore. Il percorso è molto suggestivo; certo mancava il sole a renderlo ancor più bello, ma il caldo, si sa, non è molto amato dai podisti…