Stramilano 2017: vince il caldo

Mancano ormai 15 giorni al mio ritorno in maratona a Milano ed è il momento di saggiare un po’ parte del percorso partecipando alla straripante Stramilano, evento che rappresenta – credo – la gara milanese per eccellenza.
Dovrebbe essere solo un allenamento, tappa di avvicinamento alla  42 km del 2 Aprile, complicata anche da temperature da primavera avanzata e da un orario di partenza abbastanza tardivo (11.00). Decido per una gita in compagnia con un nutrito gruppo di sanmarchini che partono dalla stazione di Busto Nord alle 9:03.
Passo a prendere Maddy e ci ritroviamo tutti lì, a fare un po’ di caciara in attesa dell’arrivo del treno. Arrivo a Cadorna, caffè e via verso il deposito borse. Prendiamo un grosso albero come una succursale della sede San Marco e ci ritroviamo tutti lì, facendo anche una bella fotografia sia frontale che di spalle, perché c’è qualcuno che corre con noi e ci accompagna da lassù.
Consegnamo la borsa e via verso la partenza. Saluto Maddy che entra nella gabbia arancione, mentre io e Salvatore entriamo in gabbia gialla. Dobbiamo attendere le 11.05 quando finalmente il cannone spara il suo colpo e si parte. Non sembrava così caldo fino a poco prima dello sparo e mi assesto su un ritmo sui 5’10/km, ma già dopo l’inversione a U su Corso Sempione, comincio a capire che la gara di oggi sarà più contro la sete e il caldo. Decido di non saltare un ristoro, ogni cinque km un po’ d’acqua e vediamo come va. Qualche pittoresco personaggio mi sorpassa ( un runner completemente “leopardato,”, uno con il tutù rosa confetto e uno vestito da pagliaccio) che comunque è veloce… O almeno più veloce di me.
Poco dopo il decimo km Agostino e Maddy mi raggiungono, ma hanno un passo decisamente veloce per me: sono ancora sui 5’10/5’15 per ora e tengo. Li accompagno per meno di un km, poi mi lascio sfilare e comincio un simpatico elastico con Renato che durerà fino a quasi all’arrivo.
L’ingresso in via Washington è di solito il punto dove occorre gestire un po’ la crisi: viale tutto al sole, dopo già un’abbondante ora e quarto circa di corsa, e capisco che il caldo sta avendo il sopravvento. Sudo parecchio, ho sete, e decido quindi di tirare un attimo i remi in barca. Intanto però mi faccio coinvolgere dal bel clima che, in generale, trovo ai lati della strada: gente che incita i runners e bambini che chiedono il “cinque”. Arriviamo al diciannovesimo km, con l’ingresso sul viale che ci porta all’Arena, e purtroppo si vedono a terra le vittime del caldo; un paio di runners a terra, con ambulanza al seguito. Inconsciamente rallento ancora un po’ anche perché adesso comincio a essere un po’ provato anch’io. Renato, che era sempre a distanza visiva di qualche metro, se ne va. Gestisco l’ultimo km con un cinque al grande Compa e un ultimo sorso agli integratori.
Ingresso all’Arena con un bell’incitamento di Catia e taglio il traguardo con un inglorioso 1:55 e rotti. Senza dubbio, tattica di gara un po’ scellerata; occorreva essere più prudenti i primi 10 km.
Mi riprendo piano piano sorseggiando la bottiglia di integratori, e incontro subito Maddy ed Agostino: ci avviamo al ritiro borse e alla succursale della sede ( solito albero 🙂 a scambiare le nostre impressioni: chi è andato forte, chi ha subito il caldo.
Finiamo con un trancio di pizza e una bella birra alla stazione Cadorna prima di riprendere il treno per il ritorno.
In conclusione una bella giornata passata in compagnia, una gara che a me piace sempre molto perché si corre con tantissime persone , impostata però un po’ così, sottovalutando il primo caldo stagionale –  più che primaverile, quasi estivo. Adesso c’è solo da aspettare il 2/4…

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